Le origini storiche del saluto al sole

Tornato in voga negli anni ’80, lo yoga continua ad incuriosire sempre più persone che si avvicinano a questa disciplina per ritrovare il benessere di corpo e mente.

In origine era considerato un percorso da intraprendere per il raggiungimento della salvezza spirituale.

Con il passare dei secoli e dopo diverse interpretazioni delle sue scritture, siamo arrivati al concetto di “yoga moderno”, inteso come un insieme di posture e di tecniche di rilassamento.

Praticare lo yoga significa cercare l’equilibrio psicofisico, principalmente attraverso il controllo del respiro (Pranayama), le posizioni (Asana) e la meditazione (Dhyana).
Se praticato con costanza, lo yoga è in grado di stimolare la mente al punto di renderla più forte e volenterosa.  Più sarai costante nella pratica, maggiori saranno i benefici:

  • migliora la pressione sanguigna, la capacità polmonare e la postura
  • allevia l’ansia
  • rende le ossa ed i muscoli più forti
  • migliora l’equilibrio

I diversi stili di yoga si differenziano in base allo scopo delle lezioni e delle tecniche utilizzate.

Tra le varianti più conosciute possiamo trovare l’Ashtanga Yoga, il Kundalini Yoga e lo Hatha Yoga.

L’Ashtanga Yoga è suddiviso in otto (ashtanga) livelli di pratica – astinenza, adempimento, posture, controllo del respiro, controllo dei sensi, concentrazione, meditazione e autocoscienza. Ciascun livello è composto da sei serie di posizioni che si ripetono in una sequenza precisa, partendo dalle più semplici fino a quelle più avanzate, prestando molta attenzione alla respirazione.

Ogni lezione di Kundalini Yoga si concentra, invece, su un singolo centro energetico (chakra). Lo scopo principale è risvegliare l’energia latente – anche tramite la recitazione di mantra – che giace alla base della colonna vertebrale, in modo da riattivare la consapevolezza del proprio essere. L’energia Kundalini è di fatto rappresentata come un serpente avvolto su sé stesso, tre volte e mezzo, alla base della colonna vertebrale.

Lo Hatha yoga è il più praticato in occidente e ha un duplice significato: yoga del sole e della luna (ha=sole e tha=luna) e yoga della forza. Questa disciplina ha come obiettivo l’unione, l’armonia degli opposti, attraverso posizioni che richiedo un importante impegno fisico e mentale. Il controllo della respirazione è un elemento chiave.

La routine più conosciuta dello Hatha Yoga è il “saluto al sole” (Sūrya Namaskār). Ci sono diverse varianti anche di questo esercizio, ma quello classico, insegnato nelle scuole di yoga, consiste in una sequenza di dodici posizioni che si susseguono in modo continuo, fluido e in coordinazione col respiro.

Il saluto al sole è solitamente eseguito al mattino, per risvegliare il corpo e assorbire una nuova energia vitale, come riscaldamento prima di una sessione di yoga o di una pratica sportiva oppure prima di andare a dormire, per conciliare il sonno.

Essere costanti nel praticare questa sequenza significa apportare dei benefici a livello fisico e mentale:

  • migliore flessibilità e postura
  • muscoli più forti e tonici
  • miglior consapevolezza del proprio essere
  • miglior concentrazione e respirazione
  • meno stress e sonno migliore
  • miglior equilibrio e coordinazione

In origine – si presuppone circa 2500 anni fa in India – il saluto al sole non prevedeva movimenti.
Si trattava di 132 mantra (canti sacri) recitati all’alba per circa un’ora di fronte al sole, considerato un elemento sacro, di vita e spiritualità. Venivano offerti riso, fiori e libagioni d’acqua e ci si prostrava con tutto il corpo a terra, in direzione del sole, ad ogni passaggio: questo unico movimento potrebbe rappresentare l’inizio di una sequenza nata successivamente.

Ad oggi è ancora difficile individuare il periodo in cui ha avuto inizio l’evoluzione dai canti agli asana e se vi è una vera associazione. È altresì vero che uno dei più importanti yogi – Swami Sivananda Saraswati (1887 – 1963) – insegna la sequenza del saluto al sole accostando alle posizioni i mantra, recitati vocalmente o mentalmente.

Gli storici, infatti, indicano i primi anni del XX secolo come periodo d’origine del Sūrya Namaskār. Molto importante è la testimonianza di Bhawanrao Pant Pratinidhim (1868-1951), raja di Aundh – amante dell’arte e della prestanza fisica – che nel 1898, in qualità di ministro del governo, richiese che il saluto al sole venisse insegnato in tutte le scuole dello stato. Nel 1928 scrisse “Surya Namaskars (Sun Adoration) for Health, Efficiency and Longevity”, testo nel quale viene presentato come un’alternativa indiana alla ginnastica europea.

Un’altra figura rilevante fu Krishnamacharya, grande studioso e considerato il padre dello “yoga moderno”. È ancora incerto da chi abbia appreso i movimenti del saluto al sole ma si può affermare che sia stato il maggior divulgatore dello Hatha Yoga e che abbia dato vita alla variante Vinyasa, unendo alla pratica delle posizioni il ritmo della respirazione. Alcuni dei suoi allievi divennero grandi maestri di yoga, vedi Pattabhi Jois e B. K. S. Iyengar, fondatori rispettivamente dell’Ashtanga Yoga e dell’Iyengar Yoga, e Indra Devi, prima donna occidentale a diventare insegnante di yoga. Questi, ed altri allievi, furono importanti divulgatori del Sūrya Namaskār in tutto il mondo.

Ogni maestro ha elaborato ed interpretato il saluto al sole, diversificando talvolta i movimenti; vediamo insieme la versione classica, messa in pratica nella maggior parte delle scuole di yoga.

Come dicevamo, la sequenza del saluto al sole è un percorso composto da dodici pose (come le ore del sole).

Se sei un principiante, lavora prima sulle singole posizioni.

Una volta che avrai raggiunto una certa sicurezza, inizia a comporre il tuo saluto al sole.

Ascolta il tuo corpo; il respiro ti darà il ritmo tra un movimento e l’altro:

  1. Posa della preghiera (Pranamasana) – espira: in piedi con le mani giunte in preghiera
  2. Posizione delle mani sollevate (Hasta Uttanasana) – inspira: braccia allungate verso l’alto, con le mani giunte ed il tronco flesso indietro
  3. Posizione delle mani ai piedi (Uttanasana) – espira: porta il busto in avanti e le mani vicino ai piedi (flettendo le ginocchia se risulta difficoltoso)
  4. Posizione equestre (Aswha Sanchalasana) – inspira: gamba destra distesa indietro con il ginocchio a terra e l’arto opposto piegato. Mani che toccano il pavimento e sguardo rivolto verso l’alto
  5. Posizione della tavola (Kumbhakasana) – trattieni il respiro: plank con gambe e braccia distese
  6. Posizione degli otto punti (Ashtanga Namaskara) – espira: ginocchia, mani, torace e mento a contatto con il pavimento e bacino sollevato
  7. Posizione del cobra (Bujhangasana) – inspira: arti inferiori e bacino a terra, mentre il busto è sorretto dalle braccia tese e lo sguardo verso l’alto
  8. Posizione del cane (Adho Mukha Svanasana ) – espira: forma una “v” rovesciata con braccia e gambe tese, palmi delle mani e piante dei piedi ben poggiati a terra
  9. Posizione equestre (Aswha Sanchalasana) – inspira: gamba sinistra distesa indietro con il ginocchio a terra e l’arto opposto piegato. Mani che toccano il pavimento e sguarda rivolto verso l’alto
  10. Posizione delle mani ai piedi (Uttanasana) – espira
  11. Posizione delle mani sollevate (Hasta Uttanasana) – inspira
  12. Posa della preghiera (Pranamasana) – espira

Resta ancora un minuto in concentrazione e riapri gli occhi quando sentirai di aver raggiunto il tuo equilibrio.

Prolunga questa sensazione di benessere: dissetati con un bicchiere d’acqua fresca e goditi un momento naturalmente dolce con la mela Fuji, croccante e succosa.

Hai raggiunto la pace dei sensi?

LE PROTAGONISTE DEL MESE

GRANNY SMITH

Succosa, compatta e croccante, ha un sapore agrodolce e rinfrescante.

FUJI

Dalla polpa biancastra e croccante, il suo sapore è dolce e aromatico.

LE NOSTRE TRAINER

FEDERICA
COLOMBO

Nasce come pattinatrice e danzatrice per poi dedicarsi totalmente al fitness. Personal trainer specializzata in Yoga e Pilates. Mela preferita: Golden Delicious.

GAIA
PAGNINI

Fitness trainer, massoterapista e futura osteopata. Il suo obiettivo è il benessere fisico delle persone. Mela preferita: Fuji.

Tornato in voga negli anni ’80, lo yoga continua ad incuriosire sempre più persone che si avvicinano a questa disciplina per ritrovare il benessere di corpo e mente.

In origine era considerato un percorso da intraprendere per il raggiungimento della salvezza spirituale.

Con il passare dei secoli e dopo diverse interpretazioni delle sue scritture, siamo arrivati al concetto di “yoga moderno”, inteso come un insieme di posture e di tecniche di rilassamento.

Praticare lo yoga significa cercare l’equilibrio psicofisico, principalmente attraverso il controllo del respiro (Pranayama), le posizioni (Asana) e la meditazione (Dhyana).
Se praticato con costanza, lo yoga è in grado di stimolare la mente al punto di renderla più forte e volenterosa.  Più sarai costante nella pratica, maggiori saranno i benefici:

  • migliora la pressione sanguigna, la capacità polmonare e la postura
  • allevia l’ansia
  • rende le ossa ed i muscoli più forti
  • migliora l’equilibrio

I diversi stili di yoga si differenziano in base allo scopo delle lezioni e delle tecniche utilizzate.

Tra le varianti più conosciute possiamo trovare l’Ashtanga Yoga, il Kundalini Yoga e lo Hatha Yoga.

L’Ashtanga Yoga è suddiviso in otto (ashtanga) livelli di pratica – astinenza, adempimento, posture, controllo del respiro, controllo dei sensi, concentrazione, meditazione e autocoscienza. Ciascun livello è composto da sei serie di posizioni che si ripetono in una sequenza precisa, partendo dalle più semplici fino a quelle più avanzate, prestando molta attenzione alla respirazione.

Ogni lezione di Kundalini Yoga si concentra, invece, su un singolo centro energetico (chakra). Lo scopo principale è risvegliare l’energia latente – anche tramite la recitazione di mantra – che giace alla base della colonna vertebrale, in modo da riattivare la consapevolezza del proprio essere. L’energia Kundalini è di fatto rappresentata come un serpente avvolto su sé stesso, tre volte e mezzo, alla base della colonna vertebrale.

Lo Hatha yoga è il più praticato in occidente e ha un duplice significato: yoga del sole e della luna (ha=sole e tha=luna) e yoga della forza. Questa disciplina ha come obiettivo l’unione, l’armonia degli opposti, attraverso posizioni che richiedo un importante impegno fisico e mentale. Il controllo della respirazione è un elemento chiave.

La routine più conosciuta dello Hatha Yoga è il “saluto al sole” (Sūrya Namaskār). Ci sono diverse varianti anche di questo esercizio, ma quello classico, insegnato nelle scuole di yoga, consiste in una sequenza di dodici posizioni che si susseguono in modo continuo, fluido e in coordinazione col respiro.

Il saluto al sole è solitamente eseguito al mattino, per risvegliare il corpo e assorbire una nuova energia vitale, come riscaldamento prima di una sessione di yoga o di una pratica sportiva oppure prima di andare a dormire, per conciliare il sonno.

Essere costanti nel praticare questa sequenza significa apportare dei benefici a livello fisico e mentale:

  • migliore flessibilità e postura
  • muscoli più forti e tonici
  • miglior consapevolezza del proprio essere
  • miglior concentrazione e respirazione
  • meno stress e sonno migliore
  • miglior equilibrio e coordinazione

In origine – si presuppone circa 2500 anni fa in India – il saluto al sole non prevedeva movimenti.
Si trattava di 132 mantra (canti sacri) recitati all’alba per circa un’ora di fronte al sole, considerato un elemento sacro, di vita e spiritualità. Venivano offerti riso, fiori e libagioni d’acqua e ci si prostrava con tutto il corpo a terra, in direzione del sole, ad ogni passaggio: questo unico movimento potrebbe rappresentare l’inizio di una sequenza nata successivamente.

Ad oggi è ancora difficile individuare il periodo in cui ha avuto inizio l’evoluzione dai canti agli asana e se vi è una vera associazione. È altresì vero che uno dei più importanti yogi – Swami Sivananda Saraswati (1887 – 1963) – insegna la sequenza del saluto al sole accostando alle posizioni i mantra, recitati vocalmente o mentalmente.

Gli storici, infatti, indicano i primi anni del XX secolo come periodo d’origine del Sūrya Namaskār. Molto importante è la testimonianza di Bhawanrao Pant Pratinidhim (1868-1951), raja di Aundh – amante dell’arte e della prestanza fisica – che nel 1898, in qualità di ministro del governo, richiese che il saluto al sole venisse insegnato in tutte le scuole dello stato. Nel 1928 scrisse “Surya Namaskars (Sun Adoration) for Health, Efficiency and Longevity”, testo nel quale viene presentato come un’alternativa indiana alla ginnastica europea.

Un’altra figura rilevante fu Krishnamacharya, grande studioso e considerato il padre dello “yoga moderno”. È ancora incerto da chi abbia appreso i movimenti del saluto al sole ma si può affermare che sia stato il maggior divulgatore dello Hatha Yoga e che abbia dato vita alla variante Vinyasa, unendo alla pratica delle posizioni il ritmo della respirazione. Alcuni dei suoi allievi divennero grandi maestri di yoga, vedi Pattabhi Jois e B. K. S. Iyengar, fondatori rispettivamente dell’Ashtanga Yoga e dell’Iyengar Yoga, e Indra Devi, prima donna occidentale a diventare insegnante di yoga. Questi, ed altri allievi, furono importanti divulgatori del Sūrya Namaskār in tutto il mondo.

Ogni maestro ha elaborato ed interpretato il saluto al sole, diversificando talvolta i movimenti; vediamo insieme la versione classica, messa in pratica nella maggior parte delle scuole di yoga.

Come dicevamo, la sequenza del saluto al sole è un percorso composto da dodici pose (come le ore del sole).

Se sei un principiante, lavora prima sulle singole posizioni.

Una volta che avrai raggiunto una certa sicurezza, inizia a comporre il tuo saluto al sole.

Ascolta il tuo corpo; il respiro ti darà il ritmo tra un movimento e l’altro:

  1. Posa della preghiera (Pranamasana) – espira: in piedi con le mani giunte in preghiera
  2. Posizione delle mani sollevate (Hasta Uttanasana) – inspira: braccia allungate verso l’alto, con le mani giunte ed il tronco flesso indietro
  3. Posizione delle mani ai piedi (Uttanasana) – espira: porta il busto in avanti e le mani vicino ai piedi (flettendo le ginocchia se risulta difficoltoso)
  4. Posizione equestre (Aswha Sanchalasana) – inspira: gamba destra distesa indietro con il ginocchio a terra e l’arto opposto piegato. Mani che toccano il pavimento e sguardo rivolto verso l’alto
  5. Posizione della tavola (Kumbhakasana) – trattieni il respiro: plank con gambe e braccia distese
  6. Posizione degli otto punti (Ashtanga Namaskara) – espira: ginocchia, mani, torace e mento a contatto con il pavimento e bacino sollevato
  7. Posizione del cobra (Bujhangasana) – inspira: arti inferiori e bacino a terra, mentre il busto è sorretto dalle braccia tese e lo sguardo verso l’alto
  8. Posizione del cane (Adho Mukha Svanasana ) – espira: forma una “v” rovesciata con braccia e gambe tese, palmi delle mani e piante dei piedi ben poggiati a terra
  9. Posizione equestre (Aswha Sanchalasana) – inspira: gamba sinistra distesa indietro con il ginocchio a terra e l’arto opposto piegato. Mani che toccano il pavimento e sguarda rivolto verso l’alto
  10. Posizione delle mani ai piedi (Uttanasana) – espira
  11. Posizione delle mani sollevate (Hasta Uttanasana) – inspira
  12. Posa della preghiera (Pranamasana) – espira

Resta ancora un minuto in concentrazione e riapri gli occhi quando sentirai di aver raggiunto il tuo equilibrio.

Prolunga questa sensazione di benessere: dissetati con un bicchiere d’acqua fresca e goditi un momento naturalmente dolce con la mela Fuji, croccante e succosa.

Hai raggiunto la pace dei sensi?

LE PROTAGONISTE

DEL MESE

GRANNY SMITH

Succosa, compatta e croccante, ha un sapore agrodolce e rinfrescante.

FUJI

Dalla polpa biancastra e croccante, il suo sapore è dolce e aromatico.

LE NOSTRE TRAINER

FEDERICA
COLOMBO

Nasce come pattinatrice e danzatrice per poi dedicarsi totalmente al fitness. Personal trainer specializzata in Yoga e Pilates. Mela preferita: Golden Delicious.

GAIA
PAGNINI

Fitness trainer, massoterapista e futura osteopata. Il suo obiettivo è il benessere fisico delle persone. Mela preferita: Fuji.

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